Storia di un’amicizia vera

Storia di un’amicizia vera

Veronica ha raccontato la storia di un’amicizia nata sui banchi di scuola in una lettera che pubblichiamo qui. Una riflessione sull’importanza degli amici veri, quelli a cui possiamo raccontare tutto senza timore di essere giudicati, sempre presenti nei momenti più belli della nostra vita, ma pronti a sostenerci anche nelle situazioni di difficoltà.

Ho incontrato Laura il primo giorno di scuola media. Era seduta su una fila di banchi davanti alla mia, e come tutto il resto della classe ascoltava un po’ intimorita l’insegnante che faceva l’appello. Durante l’intervallo, sono rimasta sul mio banco a fare merenda. Non conoscevo nessuno e mi vergognavo di attaccare bottone con qualcuno. Laura si è avvicinata a me, mi ha allungato la sua confezione di biscotti dicendo: “Sono buonissimi, ne vuoi assaggiare uno?”. Il suo sorriso - e lo snack salutista che mi aveva rifilato mia madre, lo ammetto - mi hanno fatto vincere la timidezza, e quel biscotto è stato l’inizio di una lunga amicizia che dura tuttora.

Laura è la prima persona a cui ho confessato di avere un fidanzato e che è venuta a consolarmi quando lui mi ha lasciata, ed è l’unica amica a cui non ho mai nascosto nulla di me, nemmeno i segreti più imbarazzanti o i miei difetti peggiori. Dopo il liceo, per qualche anno non ci siamo viste, prima gli studi all’estero di lei, poi il mio posto di lavoro a Londra ci hanno tenute separate per un po’ di tempo. Eppure, ogni volta che ci rincontriamo è come se ci fossimo viste il giorno prima, il nostro senso di intimità e complicità supera ogni barriera temporale e geografica. A volte basta uno sguardo o un silenzio per capirci. Ora che siamo a tornate a vivere nella stessa città, ci vediamo almeno una volta a settimana per una cena o un aperitivo assieme, da sole o con le altre amiche. E se non riusciamo a vederci, ci sentiamo al telefono per aggiornarci sulle nostre vite, le novità positive, ma anche le difficoltà sul lavoro e i litigi familiari. Perché l’amicizia è proprio questo: condividere la quotidianità sia nei momenti di gioia, che in quelli di incertezza o tristezza.”

Veronica

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